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Convegno Patrimonio Culturale Intangibile

 

CONVEGNO

ANTICHE MANIFESTAZIONI DEL PATRIMONIO CULTURALE INTANGIBILE E ATTIVITÀ TURISTICHE: IL CASO DI VENEZIA

VENEZIA, 22 E 23 NOVEMBRE 2013


Si terrà alla Stazione Crociere di Venezia, Terminal 103, il 22 e 23 novembre 2013, il convegno internazionale "Antiche manifestazioni del patrimonio culturale intangibile e attività turistiche: il caso di Venezia", organizzato dalla Venezia Terminal Passeggeri S.p.A. gestore del Porto Passeggeri di Venezia. L'appuntamento, unico nel suo genere nel panorama degli eventi a livello locale, oltre ad essere la continuazione del precedente evento dell'ottobre 2010, intende promuovere candidature veneziane per le liste previste dalla Convenzione del 2003 sul patrimonio culturale intangibile, conclusa nell'ambito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). Il convegno è inserito nella lista degli eventi che si tengono in Italia per celebrare il decennale della Convenzione e vedrà la partecipazione dei principali esperti nazionali ed internazionali del settore.

Tre le sessioni del convegno: la prima affronterà gli aspetti internazionali ed europei della Convenzione e l'ultima sarà riservata alla dimensione nazionale del patrimonio culturale intangibile. La seconda sessione verterà invece sulla ricchezza del patrimonio culturale intangibile veneziano: dalla lavorazione del vetro di Murano ai merletti di Burano e alla tradizione dei pregiati tessuti veneziani, dalla gondola al Carnevale di Venezia, dalla Commedia dell'arte al volo della Colombina (con la sua eco inattesa nella danza verticale), dalle Scuole/Confraternite ancor oggi esistenti ai più diffusi processi progettuali e di innovazione a Venezia. Tutto questo tuttora permette alle tradizioni di svolgere il ruolo di "trasmettere", nel senso di includere e non di escludere, di alimentare il cambiamento e non di fotografare situazioni statiche. L'obiettivo sarà puntato così sull'abilità di Venezia di continuare a vivere la sua laguna, e di farla vivere a quel segmento di umanità composita e cosmopolita che ogni giorno approda, quand'anche per poche ore, alle sue fondamenta e rive. 

La Convenzione ha per scopo la salvaguardia del patrimonio intangibile delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati, un capitale particolarmente vulnerabile del processo identitario culturale. Vi rientrano le tradizioni orali e popolari, l'arte dello spettacolo, le musiche, le feste, i rituali, l'artigianato, le pratiche sociali e tradizionali. Beni intangibili, ma non per questo meno preziosi di quelli tangibili, che devono poter essere identificati come beni di interesse culturale dell'umanità e conseguentemente tutelati a livello nazionale e mondiale.

Nell'ambito della Convenzione sono state predisposte la Lista del patrimonio culturale intangibile che richiede salvaguardia urgente, la Lista rappresentativa del patrimonio culturale intangibile dell'umanità e il Registro delle migliori pratiche. Per il momento sono iscritti nella prima lista come elementi proposti dall'Italia l'Opera dei Pupi Siciliani, un'arte teatrale unica nel panorama europeo; il Canto a Tenore dei Pastori del Centro della Sardegna in Barbagia, tra i più straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, per complessità, ricchezza timbrica e forza espressiva; la Dieta Mediterranea, iscritta dal nostro Paese insieme a Marocco, Spagna e Grecia, e consistente in un modello nutrizionale ispirato alle abitudini alimentari dei Paesi del bacino del Mediterraneo; e infine il "saper fare tradizionale del violino di Cremona", la cosiddetta liuteria, tecniche di realizzazione e conservazione di strumenti musicali unici che tutto il mondo conosce e apprezza.

 

 

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